Terrain/terreno
Alessandra Bonazzi
Il Territorio lavora come un dispositivo-feticcio (in)esausto sottoposto a un’ostinata riattivazione epistemica. Le procedure variano: materializzato, decolonizzato, storicizzato, “terrestrializzato”, digitalizzato, frammentato, situato, segmentato, ecc.; gli si aggiungono supplementi di volumetria, multilivelli, relazioni, porosità, tagli, zone, ecc. (Elden, 2021; Usher, 2019; Halvorsen, 2019; Branch, 2025; Gonin, Etelain, Maniglier, 2025). Una iperproduzione teorica che tenta di accordare quello che la logi(sti)ca cartografica dei “poli al lavoro” mette operativamente fuori fase: la territorialità stessa dello Stato e la sua geometria politica (Mezzadra, Neilson, 2025). La domanda è inevitabile: nella condizione disforica del presente (Preciado, 2023) - dentro lo smottamento epistemico dell’ordine politico ereditato dal moderno, i regimi di guerra, l’ecologia onnivora del capitale - a che cosa ci serve pensare ancora con il Territorio? È da questa domanda che nasce la proposta di cambiare geometria. Terrain/Terreno nomina questo cambio che possiamo immaginare come pratica di disallineamento rispetto al Territorio. Terrain è il nome che dice il dove e la materia del capitalismo operativo., delle infrastrutture, della guerra, dell’insorgenza/resistenza. Una teoria del terrain è già al lavoro dentro il material turn della geografia e analizza la materialità politica del territorio, l’intersezione tra geopolitica e geofisica, le potenzialità strategica come arma di insorgenza opaca (Elden, 2010, 2021; Gordillo, 2021). Però terrain e terreno non coincidono perfettamente, e questa traducibilità imperfetta può diventare produttiva. In italiano, terreno è sociale/politico, campo di oppressione/scontro, emancipazione-rivolta. Ha poi una qualità interessante: è meno stabilizzato teoricamente, più mobile, più sporco, più operativo.
Vorrei provare a interrogare le potenzialità del Terreno dentro questo sfasamento, non come categoria analitica ma come possibile dispositivo epistemico aperto per mappature dissidenti delle geometrie del territorio-feticcio (Lefebvre).
Bibliografia
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Mezzadra, S., Neilson, B., (2025), The Rest and the West, Meltemi, Roma
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Elden S (2010) Land, terrain, territory. Progress in Human Geography 34(6): 799–817
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Elden S (2021) Terrain, politics, history. Dialogues in Human Geography 11(2): 170–189
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Elden S (2020) The limits of territory and terrain, Dialogues in Human Geography, II (2) 213—217
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Usher, M. (2019). Territory incognita. Progress in Human Geography, 44(6), 1019-1046
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Gordillo G (2021) The power of terrain: The affective materiality of planet Earth in the age of revolution. Dialogues in Human Geography 11(2): 190–194
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Gordillo G (2018) Terrain as insurgent weapon: An affective geometry of warfare in the mountains of Afghanistan. Political Geography 64 (2018) 53 - 62
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Halvorsen S (2019) Decolonising territory: Dialogues with Latin American knowledges and grassroots strategies. Progress in Human Geography 43(5): 790–814
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Branch, J. (2025). Representing territory beyond the map. Dialogues in Human Geography, 15(3), 461-464
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Gonin, A., Etelain, J., Maniglier, P., & Brighenti, A. M. (2025). Terrestrial territories: From the Globe to Gaia, a new ground for territory. Dialogues in Human Geography, 15(3), 442-460